Il diario di Lolita Passita

giovedì, marzo 06, 2008

Ho paura di vivere in una felicità che mi immagino solo io.
Ho paura, ancora di più, di quando inevitabilmente mi sveglierò, e capirò che la realtà non è quella che credevo di vedere: e cerco continuamente e colgo segni che credo inequivocabili, del mio abbaglio.
(Rovinerò tutto così, lo so)

sabato, febbraio 02, 2008

Da giorni, a casa, riordino e butto via roba che ho conservato per anni.
Riempio sacchi della spazzatura del mio passato, perchè ho bisogno di spazio per il futuro che spero.

domenica, novembre 25, 2007

A volte vorrei vivere nella nebbia, vedere le cose una per volta, solo le più prossime. E lasciare tutto il resto in uno sfondo indistinto, che non si può vedere.
(a volte, vedere tutto lo scenario troppo chiaramente mi affatica e mi spaventa)


mercoledì, novembre 14, 2007

Doveva succedere. La mia vita privata si sta riprendendo - volente o nolente - tutto il tempo che non le ho dato in questi ultimi anni.
(meno male che, tra invasioni di padri e litigate famigliari, compreso nell'invasione c'è pure un inaspettato raggio di sole)

sabato, agosto 25, 2007

A volte mi rendo conto di essere vuota.
Ma è un dispiacere che non so come colmare.

domenica, luglio 22, 2007

SAUNA MISTA 2
(La vendetta)
E'stata una giornatona e mezza, con la mia amica del cuore, spettacolo: ha persino ballato la bachata, comprato il primo paio di jeans dopo dieci anni e trovato qualcosa da uno dei miei spacciatori di vestiti.
ma il top, come sempre, sono state le terme svizzere, con contorno di insalata agli involtini primavera e prima prova di sauna choc. nua e mista con due signori in giro che non pesavano meno di 120 chili.
Cosi, abbiamo potuto pure tirarcela da fighe: anche se io spero solo che abbia capito che è viva.
Che si è sempre vive, anche nei momenti difficili.

domenica, giugno 24, 2007

Vorrei di nuovo un fidanzato.
Uno cui poggiare la testa sulla spalla, quando non c'è niente da dire.
(Ma chissà se è proprio quello che voglio. Perchè amare è sollievo, ma costa fatica e dolori che non me la sento di sopportare)


Ho fatto l'alba.
Non mi capitava da tanti anni ed è stata un'esperienza malinconica, tornare a casa da sola guardando nuvole blu.

domenica, maggio 13, 2007

SONO IN SQUELCH
Mi hanno spiegato che nei CB c'è una funzione che elimina totalmente i rumori di fondo in assenza di un segnale che non sia al di sopra di una certa soglia.
Me l'hanno detto perchè cercavo di spiegare come mi sentissi sorda ai richiami dell'affetto, specie quello maschile, e in fondo non mi ci trovassi per niente male, mi sentissi come anestetizzata, fredda. E così, prendendo a prestito il gergo dei radioamatori, quest'amico mi ha dato una definizione di come mi sento.
'Hai alzato il livello di Squelch e adesso aspetti solo segnali forti e chiari. Ti sembra tutto silenzioso per quello, in realtà il bailamme c'è ancora, solo che non hai più voglia di ascoltarlo..'
E' vero, ho pensato. Sono proprio in squelch, ora. In attesa di un segnale forte e chiaro.

giovedì, maggio 10, 2007

Parlavo di funerali con un amico. E mentre lui mi raccontava della surreale e allegra conclusione di quello a cui aveva partecipato (che portava nella tomba una ragazza troppo giovane per morire di leucemia davanti ai suoi genitori) fatta di parmigiano reggiano e tagliate di salumi in cascina per 50 persone, io ripensavo a quello di mia  madre, dove ancora benedico l'abitudine di mia zia di avere sempre una pentola sul fuoco, e la presenza di quell'amico che veniva da lontano e non ha smesso di raccontare barzellette sporche nemmeno in quell'occasione così tremenda.
La nostra "festa" era in un appartamento, e ascoltando l'amico riflettevo che il funerale di mia mamma - il giorno più duro e doloroso della mia vita -  in effetti avrebbe avuto un ancora migliore epilogo in una cascina, in mezzo al grana e al prosciuto. Le sarebbe piaciuto tanto.
Ma riflettevo anche che la morale di quei due funerali surreali è che chi ti fa ridere anche solo per un attimo, chi ti allevia anche solo per un poco i tuoi dolori, è un angelo.
Perchè i dolori non si evitano, non si possono evitare. Si devono prendere così come sono, regali della vita nè più nè meno come le gioie.
Ma è da angeli aiutarti ogni tanto a portarne il peso.
(E io, quegli angeli lì, me li ricordo tutti)




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